oggi dedichiamo il blog alla pubblicazione di alcune poesie di Catullo e ad un confronto fra l'autore latino e Ugo Foscolo.
Materiale didattico. Per una volta, e per evitare chilogrammi di fotocopie, abbiamo deciso di utilizzare lo strumento informatico. Naturalmente analizzeremo insieme i frammenti...
Buona lettura!
Catullo, seduto e di spalle a noi, mentre legge le sue poesie agli amici
Frammenti scelti dal Liber di Catullo
Dammi mille baci
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo(ci),
e le chiacchiere dei vecchi troppo arcigni
consideriamole tutte un soldo (bucato).
I giorni [i soli] possono tramontare e ritornare;
noi, una volta che la breve luce è tramontata,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, (e) poi cento,
poi mille altri, poi ancora cento,
poi di seguito altri mille, (e) poi cento.
Poi, quando ne avremo totalizzate [avremo fatto] molte migliaia,
li rimescoleremo, per non conoscere (il totale),
o perché nessun maligno possa gettar(ci) il malocchio,
sapendo che è così grande il numero dei baci [che c’è tanto di baci].
Ma il cuore non ascolti le ragioni
Questo nostro amore, vita mia
lo prospetti felice
destinato a durare per sempre.
Dei del cielo, fate voi che lei dica il vero,
che lo prometta sincera e dal cuore,
che si possa per tutta la vita
mantener questo patto inviolabile.
Povero Catullo, smettila di illuderti!
Povero Catullo, smettila di illuderti!
Ciò che è perso – e lo sai – è perso: ammettilo.
Giorni di luce i tuoi, un lampo lontano,
quando correvi dove la tua fanciulla ti chiamava,
lei amata come nessuna sarà mai.
Quanta allegria, allora: quanti giochi
volevi, e lei accettava.
Davvero un lampo lontano, quei giorni.
Ora non vuole più: e tu devi accettare.
Non seguirla, se fugge, e non chiuderti alla vita:
resisti, con tutte le tue forze.
Addio, fanciulla. Catullo è forte:
non verrà a cercarti, non ti pregherà, se tu non vuoi.
Ma tu, senza le sue preghiere, soffrirai.
Ah, infelice, che vita ti rimane?
Chi ti vorrà? A chi sembrerai bella?
Chi amerai? A chi morderai le labbra?
Ma tu, Catullo, non cedere, resisti.
Solo con me
Solo con me, sostiene la mia donna,
l’amor farebbe; nemmeno con Giove.
Ma ciò che dice una donna all’amante
fugge nel vento ed è scritto sull’acqua.
Confronto fra Catullo e Foscolo
Al fratello
Ah
fratello, fratello! Trascinato
per molte
genti e per molti mari,
sono
arrivato qui. Ecco le offerte
che si
devono ai morti, nudi riti
d’addio,
parole vane per le ceneri
silenziose.
Brutalmente
il destino
ti ha
rapito a me, povero fratello.
Ora non
restano che gli antichi onori
dei padri
che tristemente ti rendo
e le
parole d’addio: per sempre,
fratello, addio, fratello mio, per sempre.
Ugo Foscolo
Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentili anni caduto.
La madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto:
ma io deluse a voi le palme tendo;
e se da lunge i miei tetti saluto,
sento gli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch’io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l’ossa mia rendete
allora al petto della madre mesta.
Ad maiora!

