di Fabio Pagani
Che legame può unire Alfonsine e l’aviatore lughese Francesco Baracca? Apparentemente, nessuno. In realtà, è l’arte a coniugare i due mondi e, nello specifico, il pittore Anacleto Margotti. Era l’anno 1914 e Alfonsine fu travolta dagli eventi della “settimana rossa”, una sommossa consistente nell’assalto ai palazzi delle istituzioni e alle chiese da parte degli anarchici e socialisti. Proprio ai piedi della chiesa arcipretale di Santa Maria, andata a fuoco, vennero ritrovati i resti di quadri e opere d’arte, finite in un grande falò; tra queste, la leggenda narra che vi fosse anche una preziosa tela di Guido Reni (pittore bolognese del ‘600), il “Battesimo”, che il parroco del tempo, don Tellarini, volle assolutamente far riprodurre. L’incarico della nuova tela venne allora affidato ad Anacleto Margotti, lughese di San Potito, nato in una famiglia molto povera, ma dotato di un grande talento artistico.
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| Il primo battesimo di Cristo di Margotti (1914) |
La casa in cui abitava Margotti era di proprietà della famiglia Baracca, ragion per cui al pittore venne la brillante idea di far posare come modello del Cristo il ventiseienne Francesco, da poco nominato sottotenente di cavalleria. Francesco, per rientrare nel quadro del Margotti, si prestò ad essere camuffato con una parrucca e una barba finta prestata dal sacerdote Don Paolo Rambelli, che dirigeva le commedie del teatrino parrocchiale di Lugo. Gli fu messa una pelle di capra addosso, dopodichè andò lungo le scarse acque del fiume Senio, dove il Baracca dovette immergersi e rimanere in posa. L'opera fu poi ridisegnata in una parete della chiesa Santa Maria che, all'epoca, era in Piazza Monti.
La seconda guerra mondiale, però, spazzò via tutto: i bombardamenti di cui Alfonsine fu vittima, venendo tragicamente distrutta nella sua quasi totalità, cancellarono anche la chiesa e, di conseguenza, il dipinto.
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| La vecchia chiesa di Santa Maria, distrutta dalle bombe, nel 1945 |
Ma, dopo la tempesta, viene sempre il sole: qualche anno dopo la fine del conflitto, un ex aviatore americano (tale L. F.), che aveva combattuto nei cieli italiani, venne in possesso di una rivista in cui si parlava di un’opera di Margotti, raffigurante il Cristo – Baracca, andata colpita da un bombardiere statunitense. Fortuna volle che quel pilota avesse preso parte ai bombardamenti sul fiume Senio ad Alfonsine; Francesco Baracca era l’idolo dell’aviatore americano (di cui non si conosceva, né si sarebbe mai saputo il nome), perciò egli, forse sentendosi in colpa per la perdita del dipinto, tentò di rintracciare Margotti per commissionarli una nuova tela raffigurante il vecchio soggetto.
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| Il nuovo battesimo di Cristo di Margotti (anni '70) |
L’opera, che dovette costare molto
all’ex militare statunitense, fu collocata all’interno della nuova chiesa di
Santa Maria, costruita dopo la guerra nella parte nuova di Alfonsine, alla riva
sinistra del Senio. Per volontà del generoso committente, sul quadro fu scritta
la seguente dedica: “Ex aviatore americano - operante cielo di Romagna -
umilmente dona - a risorta chiesa Alfonsine - Battesimo Cristo - a ricordo Eroe
Baracca - passate storiche vicende - auspicando Pace fra i Popoli. L. F.”



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