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venerdì 12 dicembre 2025

Viaggio nella storia di Alfonsine - Parte 1

di Fabio Pagani 

Inauguriamo una piccola rubrica su alcuni dei luoghi storici della città di Alfonsine. In molti ne conoscono le vicende legate alla Resistenza ma, con uno sguardo più attento, possiamo scoprire angoli interessanti, noti o meno popolari, che vogliamo mettere in luce.

Partiamo con due posti: Casa Monti e Palazzo Fernè.

CASA MONTI

“…domattina riposerò sotto il tetto che mi ha veduto nascere. Questa idea mi fa battere il cuore e mi torna in pensiero tutta la mia gioventù…”.

Con queste parole, il poeta Vincenzo Monti ricorda la casa dove nacque, nel 1754, terz’ultimo di dieci figli. Il podere fu acquistato dal padre nel 1749, un anno prima di costruirvi l’abitazione. I Monti si trasferirono poi a Maiano nel 1774, lasciando l’immobile di Alfonsine ad un parente; la proprietà passò, a metà ‘800, alla famiglia Bagnara, a cui era legato un terribile fatto di sangue: il giovane Cassiano Bagnara morì durante un tentativo di rapina effettuato dalla “Ligaza di Trentasì”, molto attiva in Romagna fra il 1863 e il 1865. Non avendo i Bagnara degli eredi, la casa fu rilevata dal medico condotto Cassiano Meruzzi, che vi abitò fino al 1951, quando il podere passo nelle mani del Comune di Alfonsine. L’edificio fu restaurato dall’Amministrazione Comunale in occasione del bicentenario della nascita di Vincenzo Monti. Altre celebrazioni: 1928, nel centenario della morte; 1978, nel centocinquantesimo della morte; 1998, restauro definitivo e 2024, riammodernamento degli interni a corredo del 270° della nascita. 


Casa Monti: esterno e sala con busto del Poeta


PALAZZO FERNE’

Questo bellissimo palazzo, che costeggia via Mameli e si può ammirare dall’alto percorrendo la passerella di legno sul Senio, deve il proprio nome ad una ricca famiglia di Lavezzola che commerciava in vino. Uno degli eredi dei Fernè, a fine ‘800, sposò una ragazza di Alfonsine, Anna Massaroli, ed i due coniugi andarono a vivere nella villa appartenuta ai genitori della giovane, donata come dote alla nuova famiglia Fernè. Durante la seconda guerra mondiale, la casa fu utilizzata come ricovero per i feriti, mentre ad ostilità appena finite fu sede del Comitato di Liberazione Nazionale. Per un breve periodo, prima della ricostruzione del paese, palazzo Fernè ospitò la sede del Comune di Alfonsine. Oggi, la villa è di proprietà di un privato.

Palazzo Fernè: esterno e sala studio



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