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domenica 22 febbraio 2026

La fragilità delle "Cose non dette"

di Fabio Pagani

Una “Muccinata”, in pieno stile, anche se cornice e finale del film meritano un plauso. “Le cose non dette”, uscito nelle sale circa un mese fa, riprende idealmente il filone de “L’ultimo bacio” e “Baciami ancora”, più o meno con gli stessi protagonisti.

Questa volta abbiamo due coppie: Carlo ed Elisa (interpretati da Stefano Accorsi e Miriam Leone), lui professore di Filosofia morale, lei brillante giornalista di Vanity Fair; Paolo ed Anna (Claudio Santamaria e Carolina Crescentini), genitori di Vittoria e rispettivamente proprietario di un ristorante e madre ossessiva e ossessionata. Cosa accomuna questo quartetto di adulti? La crisi coniugale. Carlo ed Elisa non sono riusciti ad avere figli, mentre i loro amici non dialogano più per via di una visione opposta nell’educazione della loro bambina. La soluzione, o tampone, alle difficoltà pare essere una vacanza a Tangeri, in Marocco, nella speranza di ritrovare la serenità perduta. Manca, però, un dettaglio: durante le lezioni all’università, Carlo aveva conosciuto una sua allieva di nome Blu, innamorandosene. Il rapporto è complesso dal momento che il professore, pieno di contraddizioni e narcisista patologico, non è in grado di lasciare la moglie né di garantire un futuro alla giovane amante, sempre più insistente e bisognosa di certezze. Il banco salta quando Blu raggiunge Carlo a Tangeri e, senza voler svelare troppo, la situazione precipita.

Nell’attacco dell’articolo parlavamo di cornice e finale: interessante la prolessi (il salto in avanti) con la quale le due coppie raccontano la storia di quella vacanza, procedimento che fa da sfondo narrativo esterno a tutto il film. Sorprendente il finale, sia per quello che fa Blu che per il ruolo della piccola Vittoria. I “non detti” sono i veri protagonisti dell’epilogo e ci lasciano con più di una domanda.

Ma, al di là di questo, resta lo stile inconfondibile del regista: urla, scene strazianti, crisi, pianti e pagine di libri strappate, inquietudine esistenziale. “Le cose non dette” chiude un cerchio aperto nel 2000 con “L’ultimo bacio”, proseguito dieci anni dopo con “Baciami ancora” e arrivato a compimento nel 2026. Idealmente, Carlo, Elisa, Paolo e Anna sono paradigmi dell’instabilità sentimentale di oggi, in cui basta poco per cadere e rovinare la propria e altrui vita. Egoismo e insicurezza, incomprensioni e volontà, spesso inconscia, di ritrovare la vitalità perduta in emozioni nuove e incontaminate. Insomma, una “Muccinata” che, onestamente, non ci ha entusiasmato.

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