di Fabio Pagani
Una “Muccinata”, in pieno stile,
anche se cornice e finale del film meritano un plauso. “Le cose non dette”,
uscito nelle sale circa un mese fa, riprende idealmente il filone de “L’ultimo
bacio” e “Baciami ancora”, più o meno con gli stessi protagonisti.
Questa volta abbiamo due coppie:
Carlo ed Elisa (interpretati da Stefano Accorsi e Miriam Leone), lui professore
di Filosofia morale, lei brillante giornalista di Vanity Fair; Paolo ed
Anna (Claudio Santamaria e Carolina Crescentini), genitori di Vittoria e rispettivamente
proprietario di un ristorante e madre ossessiva e ossessionata. Cosa accomuna
questo quartetto di adulti? La crisi coniugale. Carlo ed Elisa non sono
riusciti ad avere figli, mentre i loro amici non dialogano più per via di una
visione opposta nell’educazione della loro bambina. La soluzione, o tampone,
alle difficoltà pare essere una vacanza a Tangeri, in Marocco, nella speranza
di ritrovare la serenità perduta. Manca, però, un dettaglio: durante le lezioni
all’università, Carlo aveva conosciuto una sua allieva di nome Blu, innamorandosene. Il
rapporto è complesso dal momento che il professore, pieno di contraddizioni e
narcisista patologico, non è in grado di lasciare la moglie né di garantire un
futuro alla giovane amante, sempre più insistente e bisognosa di certezze. Il
banco salta quando Blu raggiunge Carlo a Tangeri e, senza voler svelare troppo,
la situazione precipita.
Nell’attacco dell’articolo
parlavamo di cornice e finale: interessante la prolessi (il salto in avanti)
con la quale le due coppie raccontano la storia di quella vacanza, procedimento
che fa da sfondo narrativo esterno a tutto il film. Sorprendente il finale, sia
per quello che fa Blu che per il ruolo della piccola Vittoria. I “non detti”
sono i veri protagonisti dell’epilogo e ci lasciano con più di una domanda.
Ma, al di là di questo, resta lo
stile inconfondibile del regista: urla, scene strazianti, crisi, pianti e
pagine di libri strappate, inquietudine esistenziale. “Le cose non dette”
chiude un cerchio aperto nel 2000 con “L’ultimo bacio”, proseguito dieci anni
dopo con “Baciami ancora” e arrivato a compimento nel 2026. Idealmente, Carlo,
Elisa, Paolo e Anna sono paradigmi dell’instabilità sentimentale di oggi, in
cui basta poco per cadere e rovinare la propria e altrui vita. Egoismo e insicurezza,
incomprensioni e volontà, spesso inconscia, di ritrovare la vitalità perduta in
emozioni nuove e incontaminate. Insomma, una “Muccinata” che, onestamente, non
ci ha entusiasmato.
(c) Riproduzione riservata

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