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venerdì 31 dicembre 2021

ALLA SCOPERTA DELLE RADICI DELLA NOSTRA LINGUA

 Puntata n. 1


Carissimi,

rispolvero il motto del periodico bolognese di Stecchetti, “Il Matto”: “Il giornale uscirà quando crede: non più di una volta al giorno, non meno di una volta all’anno”. Perché, vi chiederete? Senza dubbio, uno dei motivi è che, pubblicando oggi questo testo, ho ragionevole certezza di non essere costretto ad uscire ancora nel 2021.

Bando alle ciance, o quasi, vi voglio raccontare la storia di un aggettivo della lingua romagnola, assai noto alle generazioni più mature, ma pressoché sconosciuto a quelle più verdi: “spagogn”.


Mi ritrovo molto in questo termine, forse perché, come dicevano i Latini, “nomen – omen”?

Comunque sia, “spagogn” significa “ritroso”, “indocile” ed è proprio di un carattere introverso, scontroso, spigoloso, poco socievole, infastidito dal contatto umano cercato a tutti i costi. La sua probabile etimologia deriverebbe dal latino” pagan(ic)us”, abitante del “pagus” (villaggio), perciò rustico e selvaggio. Un’altra possibile origine sarebbe “expacare” (spaventare), dove il suffisso –ogn ha valore attenuativo: un po’ spaventato, un po’ scontroso, quindi, come è nello stile del carattere dello “spagogn”.

Con questo, cari lettori, vi saluto, augurando a tutti noi un 2022 tranquillo.

Ad maiora!

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