Cari lettori,
oggi dedichiamo qualche riga al
doppio tema guerra-pace, due risvolti opposti della stessa medaglia. E lo
facciamo rispolverando tre massime latine, come sempre attuali (non
sappiamo, però, se questo sia un pregio o un limite).
Alea iacta est (Il dado è
tratto): secondo lo storico Svetonio, vissuto nel I-II secolo d.C., Caio Giulio
Cesare pronunciò questa celebre frase il 10 gennaio del 49 a.C. in occasione
dell’attraversamento del fiume Rubicone. Il fiume sanciva un confine politico
che era vietato oltrepassare armati, pena l’essere dichiarati nemici di Roma.
Cesare, con questo celebre gesto, aveva l’intenzione di rivendicare il proprio
potere sfidando il Senato, con il sostegno del suo vittorioso esercito dopo le
spedizioni in Gallia. Una volta compiuta l'impresa, non sarebbe più potuto
tornare indietro, da qui il significato comune dell’espressione: la scelta è
presa, la sfida è ormai lanciata.
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| Moneta celebrativa delle Idi di Marzo |
Desertum fecerunt et pacem
appellaverunt (Fecero un deserto e lo chiamarono “pace”): frase dello
storico latino Tacito (I-II sec. d.C.), estrapolata dall’opera sulla vita di
Giulio Agricola, essa è ampiamente impiegata per contrastare la guerra e la
devastazione che questo fenomeno porta con sé. Il motto fu utilizzato dal
movimento studentesco contro la guerra del Vietnam (1955-1975) e più in
generale per criticare un potere oppressivo. Già l’oratore e console romano
Cicerone, all’interno del De consulatu meo, aveva preso una posizione
contro le tendenze belliche con queste parole: Cedant arma togae, concedat
laurea linguae (Le armi facciano posto alla toga, il trionfo militare
all’eloquenza).
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| I famosi guerriglieri vietnamiti, detti Vietcong |
Dulce bellum inexpertis,
expertus metuit (La guerra è attraente per gli inesperti, mentre chi la
conosce la teme): questo proverbio medievale indica come la guerra appaia dolce
solo a coloro che non l’hanno ancora sperimentata. Conoscendone le conseguenze,
gli anziani sono soliti opporvisi per via della loro esperienza. Citiamo lo
storico Livio (I sec.) e la frase da lui attribuita al condottiero cartaginese
Annibale: Melior tutiorque est certa pax quam sperata victoria (Migliore
e più sicura è una pace certa rispetto a una vittoria solo sperata).
Impareremo mai?
di Fabio Pagani
(c) Riproduzione riservata)

