Riconoscimento validità testata giornalistica on line

In base all’art. 3-bis del Decreto Legge 103/2012, “le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero online, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni.” Resta ferma la necessità dell’indicazione di un direttore responsabile iscritto all’Albo.

giovedì 4 giugno 2026

Quattro volumi per fare luce sulla storia dei conti Manzoni

di Fabio Pagani

Mercoledì 3 giugno, nell’aula magna del liceo “Ricci Curbastro” di Lugo, sono stati presentati i quattro volumi della ricerca storica, sulla base degli atti processuali, relativa alla tragica vicenda dei conti Manzoni, trucidati a Frascata, frazione di Lugo di Romagna, fra i 7 e l’8 luglio 1945. In quella notte, infatti, morirono la contessa Beatrice, i tre figli Giacomo, Luigi e Reginaldo e la domestica Francesca Lanconelli.

La loro storia ha profondamente scosso il territorio ed ha avuto anche eco nazionale; per l’eccidio furono condannati, inizialmente all’ergastolo, 13 partigiani, pena che la successiva “amnistia Togliatti” avrebbe ridotto a 19 anni di carcere, di cui soltanto 5 scontati.

L’obiettivo di fare chiarezza, sgombrando il campo dalle inevitabili supposizioni e congetture, è stato centrato dalla pubblicazione Un processo al dopoguerra in Bassa Romagna, promossa dall’Archivio Diocesano di Imola e pubblicata dall’Editrice Il Nuovo Diario Messaggero, a cura del direttore Andrea Ferri e del professore Luca Baldissara, docente ordinario di storia contemporanea all’università di Bologna.

La locandina dell'evento al liceo di Lugo

Nella partecipatissima serata di Lugo, davanti ad un pubblico di oltre 300 persone, sono stati evidenziati gli aspetti cruciali dell’opera: “Lo scopo dell’iniziativa – ha spiegato Andrea Ferri – è quello di valutare gli episodi controversi e irrisolti del territorio, dando loro una dimensione storica”. “L’ampia affluenza di oggi, eterogenea nelle fasce d’età delle persone presenti, - chiosa il dirigente scolastico del liceo, Giancarlo Frassineti – testimonia la valenza dell’evento e quanto la memoria storia sia ancora viva e ci porti a guardare al passato con occhi nuovi e imparziali per riconciliarsi con la storia stessa”.

Nello specifico, il prof. Baldissara ha sottolineato come “ricondurre alla storia una vicenda di per sé drammatica ha senso solo se si riescono a fornire gli strumenti di comprensione del passato, necessari per mettere a fuoco il presente. I volumi di cui stiamo parlando hanno recuperato dagli archivi gli atti processuali (ricordiamo che questi si tennero, dopo il 1953, nei tribunali di Macerata e di Ancona, N.d.A.), che hanno il pregio di mettere anche in evidenza il mondo di allora, un mondo contadino che adesso non c’è più. In quegli anni drammatici si viveva in un contesto di trapasso e di transizione se consideriamo che l’Italia, dal 1943 al 1945, non ha praticamente avuto uno Stato. La memoria, spesso personale e parziale, distorce il passato e, per definizione, non può essere condivisa: io ho la mia, un altro ha la propria. Lo sforzo di questa pubblicazione, quindi, è quello di far giungere il lettore alla comprensione storica, fondamentale per avere una visione complessiva dei concetti di comunità e società”.

L'aula magna gremita e i relatori della serata

Ancora Ferri: “Le carte processuali confermano che l’eccidio dei conti Manzoni non fu casuale, ma programmato. È certo che la famiglia fosse iscritta al partito fascista, così come è acclarato che fu trucidata da quel manipolo di partigiani; non emerge, invece, che i Manzoni abbiano commesso, o contribuito a far commettere, azioni violente nei confronti di antifascisti o gente comune”.

La serata, nella parte finale, ha lasciato spazio alle tante domande del pubblico, alcune animate da un certo trasporto emotivo, il ché dimostra come la storia dei conti Manzoni sia ancora oggi una ferita aperta, che la pregevole pubblicazione Un processo al dopoguerra in Bassa Romagna cerca in qualche modo di sanare.

(c) Riproduzione riservata