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giovedì 2 febbraio 2017

Pillole dall'antichità. Quel giorno in cui il Vesuvio...

Cari amici,

riprendiamo il filone della letteratura latina e procediamo, in modo libero, all'analisi dei suoi più importanti esponenti. Oggi è la volta di Plinio il Vecchio... In pillole!

Plinio il Vecchio 

Nato a Verona nel 23 o 24 d. C., concilia nella misura più nobile le caratteristiche dell'uomo di studio e di azione, disponendone a piacimento in ogni momento della vita con disinvolto distacco. Dopo un periodo "militare" in Germania si dedica completamente allo studio, Nutre grande fiducia nella scienza, ma non nella natura che considera matrigna dell'uomo al quale ha insegnato solamente il pianto. La sua morte sembra quasi una vendetta della natura quando, durante l'eruzione del Vesuvio del 79, egli si reca a Stabia dalla vicina Miseno per soccorrere proprio i suoi simili e studiare da vicino lo straordinario fenomeno. 

 



La sua fama è affidata alla Naturalis Historia, una sorta di grande enciclopedia che raccoglie tutto lo scibile contemporaneo che ha per noi un altissimo valore documentario, anche se, a volte, disorganica, frettolosa, superficiale ed imprecisa.



Limiti che meritano di essere perdonati soprattutto per le intenzioni umanistiche dell'autore che pone l'uomo al centro dell'universo: l'uomo, con l'ansia del divino, con la scienza affrancatrice dall'ignoranza, con le sue debolezze umane, con i suoi sentimenti di solidarietà universale.  

Ad maiora!

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