di Fabio Pagani
In pochi, però, celebrano il
significato religioso dell’Epifania, meglio nota, nella cultura popolare, come
giornata della befana. Ma c’è un nesso fra i Re Magi e la befana? Inoltre, lo
sapevate che in alcune zone d’Italia, compresa la Romagna, il 6 gennaio è conosciuto come Pasquetta? Andiamo con ordine.
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| Adorazione dei Magi (Giotto, affresco, Cappella degli Scrovegni, 1303 circa) |
Secondo una leggenda che compare
in più testi, i Magi (che forse non erano né Re né in tre! Probabilmente erano
astrologi…) non riuscivano a trovare la strada per Betlemme e allora chiesero
informazioni ad un’anziana signora, che li aiutò, rifiutandosi però di
accompagnarli. Pentitasi di non aver seguito i pellegrini, preparò una cesta
piena di dolci e uscì alla ricerca dei Magi, senza trovarli; a quel punto
decise che si sarebbe fermata in ogni casa lungo il suo cammino, donando sempre
qualcosa ai bimbi, nella speranza che uno di questi fosse Gesù. Ecco, quindi,
che da allora la vecchia è diventata la nostra befana, colei che, nella
cultura di massa, porta regali ai più piccoli, di notte, scendendo dai camini
delle case. Non ha l’opulenza di Babbo Natale, ha meno possibilità: mandarini,
frutta secca, qualche caramella e, se non si è stati buoni, un po’ di carbone.
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| La befana vien di notte... |
Ma i nostri Re Magi? Mentre la
vecchia signora li cerca, loro sono arrivati a Betlemme: è il momento
dell’Epifania. Parola greca, ἐπιϕάνεια, cioè “apparizione”,
quella di Gesù al mondo intero.
“L’Epifania, che tutte le
feste porta via!”. Quante volte abbiamo sentito questo detto? Forse i più
giovani non lo conoscono, ma noi ricordiamo molto bene che l’approssimarsi del
6 gennaio emetteva sinistri segnali di campanelle e voti sul registro:
riprendeva la scuola e non poteva esserci epilogo peggiore.
Abbiamo in sospeso
l’ultima curiosità, se ricordate: perché da noi, ma anche in altre zone
d’Italia come Liguria e Veneto, l’Epifania è detta Pasquetta? La
parola ebraica da cui ha origine è Pesach, che significa “passare oltre”.
Questa festività, dunque, demarca un cambiamento: come il 6
gennaio corrisponde alla natività di Gesù e, successivamente, al passaggio
dalle tenebre alla luce, così il lunedì dell’Angelo saluta la Risurrezione del
Cristo e l’inizio della bella stagione. In Romagna c’è anche il detto “Par la
Pasquéta un’uréta” (dal 6 gennaio un’ora in più di luce), così come fanno parte
della tradizione i canti dei Pasqualotti (i Pasquarùl, le anime dei
defunti tornati sulla terra), che nei primi giorni di gennaio portano di casa
in casa i canti augurali per il nuovo anno.
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