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lunedì 7 settembre 2026

Elisabetta I Tudor, la regina vergine che sposò l'Inghilterra

di Fabio Pagani

Oggi, 7 settembre 1533, nasceva Elisabetta Tudor, divenuta regina con il nome di Elisabetta I. Attorno alla sua vita sono state costruite molte verità, più o meno verificate; personaggio unico, governò l’Inghilterra dal 17 novembre 1558 al 24 marzo 1603, giorno della sua morte. Un’età dell’oro, la Golden age, quella di Elisabetta: fiorirono cultura, arte, prosperità. Ma gli inizi non furono semplici.

Figlia di Enrico VIII e Anna Bolena (la seconda moglie del re che, rompendo con la chiesa cattolica, aveva divorziato da Caterina d’Aragona, rea di non aver saputo dare al consorte il tanto desiderato figlio maschio), Elisabetta prese il potere succedendo alla sorellastra Maria Tudor, la Bloody Mary (la sanguinaria), che aveva cercato di imporre il Cattolicesimo in Inghilterra, ricorrendo a copiosi spargimenti di sangue. Elisabetta ripristinò subito il culto protestante e, dopo essersi sbarazzata della cugina cattolica Maria Stuart, regina di Scozia, fatta condannare a morte nel 1587, rafforzò il proprio ruolo di monarca d’Inghilterra, anteponendo la ragion di Stato a qualsiasi altra questione personale.

Ritratto di Elisabetta I, Queen House

Dicevamo che il regno di Elisabetta si contraddistinse per il grande fervore culturale: il teatro, in particolare, visse una nuova primavera. Esso aveva programmi costanti e spettacoli giornalieri; era una vera e propria industria, con compagnie che, da itineranti, diventarono stabili. Fra gli autori più importanti ricordiamo, naturalmente, William Shakespeare, che fu il massimo esponente mondiale dell’epoca, Christopher Marlowe e Ben Jonson.

Ma sono le questioni ereditarie quelle che, forse, rendono la regina oggetto di interesse, da sempre. Fu, infatti, soprannominata “regina vergine” perché rifiutò ogni tipo di marito, forse perché era rimasta scottata dalle esperienze coniugali del padre e, soprattutto, dalla drammatica fine della di lui moglie Anna Bolena (fatta decapitare dal marito perché non era riuscita a dargli un erede maschio). Le cronache del ‘600 descrivono Elisabetta come una donna forte, risoluta, fiera della propria verginità; non particolarmente bella, contrasse il vaiolo, da cui guarì non senza conseguenze. Il suo viso rimase segnato da vistose cicatrici, che la indussero a far togliere gli specchi dagli appartamenti reali. Ma non fu soltanto questo motivo estetico la causa della repellenza coniugale della regina: per lei, infatti, matrimonio era sinonimo di dolore e sofferenza.

Caso sui generis, il suo: forse unico. Comunque sia, pare che avesse avuto diversi fidanzati, ma nessuno di questi era riuscito ad impalmarla. Avrebbe voluto farlo anche Filippo II, re cattolico di Spagna, che non fu mai fidanzato con Elisabetta, ma che, per questioni espansionistiche, avrebbe pensato al matrimonio con lei per unire le due corone. Fallito l’approccio dialettico, i due sovrani passarono alle armi: nel 1588, la leggendaria Armada Invencible spagnola fu sconfitta e umiliata dalle più agili navi inglesi che, nelle acque della Manica, schiantarono la flotta nemica. L’Inghilterra rimase, così, inespugnata.

Il re di Spagna, Filippo II

Nell’aprile 1602, dopo tanti anni di regno e pressioni, Elisabetta si ammalò di depressione, morendo l’anno dopo a 69 anni. Pare che le sue ultime parole fossero state: “Chiamatemi un prete: ho deciso che devo morire”.

Non avendo avuto figli, la sua dinastia, quella dei Tudor, si estinse: il regno d’Inghilterra passò nelle mani di Giacomo I, figlio di Maria Stuart, che divenne quindi anche sovrano di Scozia.

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