di Fabio Pagani
Lo scorso 29 maggio, nello storico
stabilimento di Alfonsine, la cooperativa Terre Cevico ha presentato l’annuale
evento rivolto ai soci. Al centro di tutto, il vino Trebbiano, riferimento di
tutta la filiera enologica dell’azienda. In una cornice di grande fascino, i
relatori hanno illustrato il bilancio dell’attività del gruppo, gli obiettivi e
i progetti di innovazione.
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| Foto di gruppo edizione 2025 (tratta da ravennatoday.it) |
Franco Donati, presidente di
Terre Cevico: “Penso sia nostro dovere, come imprenditori e dirigenti
cooperatori, comprendere le nuove tendenze di consumo ed evolvere una risposta
verso i giovani di oggi che saranno i consumatori di domani. L’obiettivo è produrre,
comunicare e internazionalizzare il Trebbiano, che è un vino da valorizzare;
capisco sia meno affascinante di altri, penso ai nettari collinari, di cui è
facile parlare, ma ha una bella bevuta, è resistente e generoso ed è leader nel
settore delle bollicine con produzioni pari a oltre 10 milioni di bottiglie
prodotte nell’ultimo anno. Non dimentichiamo, infine, che si sta consolidando
anche nel settore “mixology” (Spritz e Bellini, per esempio), dove il Trebbiano
rappresenta la base per 16 referenze a rotazione stabile”.
Un vino del territorio, che sa
guardare lontano: “Da poche settimane - sottolinea Paolo Galassi, direttore
generale del gruppo Terre Cevico -, in società con la cooperativa Uve Unite,
nelle Marche, ha acquisito il marchio Moncaro, noto per la produzione del vino
Verdicchio. Per quel che riguarda l’export, siamo presenti in 90 paesi nel
mondo, 22 dei quali importano il nostro Trebbiano. Nell’ultimo anno, nel solo
Giappone abbiamo venduto 1 milione di bottiglie di spumante ed anche gli
spumanti venduti in Svezia con un progetto dedicato ad un solo cliente si
assestano su questo dato. La crescita è evidente pure in Italia, con un trend pari
al +8%”.
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| I vini di Terre Cevico (foto dal sito terrecevico.com) |
E poi ci sono innovazione e sostenibilità:
“Nello stabilimento di Alfonsine – certifica Luca Frulli, responsabile
investimenti Terre Cevico – abbiamo un impianto fotovoltaico da 500 MWh, il ché
ci consente di risparmiare circa 80mila euro annui; sempre qui, consumiamo 2,5
kWh per quintale, molto meno rispetto a quanto fanno i nostri antagonisti.
Siamo anche dotati di un modernissimo macchinario che sfrutta l’AI (Intelligenza
artificiale, N.d.A.) per ottimizzare la lavorazione dell’uva. Insomma, la
sostenibilità è al centro delle nostre politiche aziendali”.
Il prestigioso evento, che si è
fregiato anche dei preziosi contributi del Sindaco di Alfonsine, l’avvocato
Riccardo Graziani, e di Giovanni Solaroli, autore del volume “Trebbiano, una
storia universale”, si è concluso con un brindisi augurale (naturalmente a base
di Trebbiano) e con la cena terra e mare, dove i vini hanno incontrato il pesce
del mare Adriatico, grigliato dai pescatori della cooperativa di Cesenatico.
Viva la Romagna, viva il
Trebbiano!


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