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sabato 30 maggio 2026

Trebbiano, dalla Romagna al Giappone

di Fabio Pagani

Lo scorso 29 maggio, nello storico stabilimento di Alfonsine, la cooperativa Terre Cevico ha presentato l’annuale evento rivolto ai soci. Al centro di tutto, il vino Trebbiano, riferimento di tutta la filiera enologica dell’azienda. In una cornice di grande fascino, i relatori hanno illustrato il bilancio dell’attività del gruppo, gli obiettivi e i progetti di innovazione.

Foto di gruppo edizione 2025 (tratta da ravennatoday.it)

Franco Donati, presidente di Terre Cevico:Penso sia nostro dovere, come imprenditori e dirigenti cooperatori, comprendere le nuove tendenze di consumo ed evolvere una risposta verso i giovani di oggi che saranno i consumatori di domani. L’obiettivo è produrre, comunicare e internazionalizzare il Trebbiano, che è un vino da valorizzare; capisco sia meno affascinante di altri, penso ai nettari collinari, di cui è facile parlare, ma ha una bella bevuta, è resistente e generoso ed è leader nel settore delle bollicine con produzioni pari a oltre 10 milioni di bottiglie prodotte nell’ultimo anno. Non dimentichiamo, infine, che si sta consolidando anche nel settore “mixology” (Spritz e Bellini, per esempio), dove il Trebbiano rappresenta la base per 16 referenze a rotazione stabile”.

Un vino del territorio, che sa guardare lontano: “Da poche settimane - sottolinea Paolo Galassi, direttore generale del gruppo Terre Cevico -, in società con la cooperativa Uve Unite, nelle Marche, ha acquisito il marchio Moncaro, noto per la produzione del vino Verdicchio. Per quel che riguarda l’export, siamo presenti in 90 paesi nel mondo, 22 dei quali importano il nostro Trebbiano. Nell’ultimo anno, nel solo Giappone abbiamo venduto 1 milione di bottiglie di spumante ed anche gli spumanti venduti in Svezia con un progetto dedicato ad un solo cliente si assestano su questo dato. La crescita è evidente pure in Italia, con un trend pari al +8%”.

I vini di Terre Cevico (foto dal sito terrecevico.com)

E poi ci sono innovazione e sostenibilità: “Nello stabilimento di Alfonsine – certifica Luca Frulli, responsabile investimenti Terre Cevicoabbiamo un impianto fotovoltaico da 500 MWh, il ché ci consente di risparmiare circa 80mila euro annui; sempre qui, consumiamo 2,5 kWh per quintale, molto meno rispetto a quanto fanno i nostri antagonisti. Siamo anche dotati di un modernissimo macchinario che sfrutta l’AI (Intelligenza artificiale, N.d.A.) per ottimizzare la lavorazione dell’uva. Insomma, la sostenibilità è al centro delle nostre politiche aziendali”.

Il prestigioso evento, che si è fregiato anche dei preziosi contributi del Sindaco di Alfonsine, l’avvocato Riccardo Graziani, e di Giovanni Solaroli, autore del volume “Trebbiano, una storia universale”, si è concluso con un brindisi augurale (naturalmente a base di Trebbiano) e con la cena terra e mare, dove i vini hanno incontrato il pesce del mare Adriatico, grigliato dai pescatori della cooperativa di Cesenatico.

Viva la Romagna, viva il Trebbiano!

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