di Fabio Pagani
Le origini di Longastrino sono intimamente legate
alla geografia storica del suo territorio, contraddistinto da valli e da fiumi.
Di grande importanza è il legame che il paese stringe con il Po di Primaro e
con le Valli di Comacchio: il fiume costituisce la trama principale dei
rapporti con Ravenna, Argenta e Ferrara, mentre le valli rappresentano
l’ambiente naturale nel quale si sviluppa storicamente Longastrino.
Dal punto di vista cronologico, l’esistenza di Longastrino è documentata a partire dall’anno 1195: era infatti nell’interesse della chiesa ravennate garantire lungo il corso del Po di Primaro, da Sant’Alberto ad Argenta, la sicurezza dei possessi e della giurisdizione. Nel corso dei secoli, il paese subisce profonde modificazioni, dovute essenzialmente a fattori naturali. Già nel Medioevo, con l’abbassamento del terreno, si viene a formare un bacino d’acqua di vaste proporzioni, insieme a sottilissime strisce di terra: è su queste lingue di terra che il villaggio propriamente detto “Longaria terrae” ha fatto pensare a Longastrino. Delle trentatré famiglie che, nel 1371, popolavano il paese, è rimasta in eredità ai longastrinesi la caparbietà e la voglia di riscatto: diversi episodi (ne riportiamo un paio) segnano la storia di Longastrino, come quello del 1708, quando tutto il paese, esasperato per i soprusi subiti nell’incendio delle abitazioni, si ribella agli austriaci. Oppure, compiendo un salto di due secoli abbondanti, pensiamo agli ostaggi allineati davanti alla Chiesa nel 1944, in attesa di essere fucilati dai tedeschi invasori, e salvati all’ultimo quasi per miracolo.
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| Longastrino, edificazione della nuova chiesa (1944) |
Episodi importanti, quindi, che
segnano la storia di questo piccolo-grande paese, importante non solo per la
posizione geografica, ma anche per un percorso millenario e ricco di fascino.
Riguardo a Filo, tante sono le ipotesi sull’origine del nome: sul Corriere Padano del 13 agosto 1937,
Oreste Barbieri sostiene che Filo fu fondata nel 221 a.C. dal console romano Publio
Furio Filo, quando si accampò con le sue legioni su questa testa di ponte per
cacciare definitivamente i Galli. Più plausibile è l’ipotesi formulata da Ugo
Malaga che, nella sua Guida del ferrarese
(1967), fa riferimento ad un’iscrizione risalente all’anno 854 presso San
Bartolo (Ferrara), dove si accennava ad un “Filo canale”, legato alla leggenda
della principessa Latta e del figlio Marino.
Nel corso dei secoli, Filo è
stata colpita da terremoti, da alluvioni, come quella del 1597, quando il Po
ruppe a San Biagio e allagò parte del territorio di Filo ed è stata soggetta a
bonifiche, con grandi trasformazioni idrauliche che, nel corso dei secoli,
hanno interessato il territorio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Filo fu
segnata da eventi tragici: ricordiamo, per esempio, i rastrellamenti operati
dai fascisti nei confronti dei contadini filesi, che si opposero all’ordine di
trebbiare il grano per non sfamare le truppe nazi-fasciste nell’ultimo inverno
di guerra. Nella storia della provincia di Ferrara, Filo rappresenta una delle
esperienze più particolari e significative: le vicende dei suoi abitanti sono
contrassegnate da coraggio e umanità, da sogni e speranze grandi come lo sono
stati i sacrifici che i filesi hanno dovuto affrontare.
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| Filo, antica bottega di fianco alla Casa del Popolo |
Anita è una piccola frazione del Comune di Argenta e la sua storia
risale al 20 dicembre 1939, quando furono gettate le fondamenta dei principali
edifici che circondano la sua maestosa piazza: in quel giorno, infatti, per
volere di Benito Mussolini, il Ministro degli Esteri del Regime Fascista, Italo
Balbo e il Ministro dell’Agricoltura, Tassinari, posero la prima pietra del
“Villaggio Anita”, che sorse nella Bonifica del Mantello, nel Comune di
Argenta. Prima di quella data, pochissime erano le case che popolavano la vasta
pianura chiusa fra le Valli di Comacchio e il fiume Reno. Nel 1940-41 sorsero
le scuole, la Chiesa e l’ex Casa Littoria: dopo la fine della guerra, il paese
di Anita – che così si chiama poiché da lì passò, nel 1849, Anita Garibaldi
morente – riprese la sua espansione edilizia e vennero costruiti il Consorzio
Agrario, la Casa del Popolo e numerose abitazioni private.
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| Fondazione del paese di Anita alla presenza di Italo Balbo (1939) |
(Le fonti da cui sono state
tratte le notizie su Longastrino, Filo e Anita sono: Storia di Longastrino in età medievale e moderna, di Dante Leoni e
Giovanni Montanari, All’ombra del
Campanile, di Sergio Felletti, Filo
della Memoria, di Egidio Checcoli e, per quanto riguarda Anita, alcuni
appunti gentilmente concessi dall’insegnante delle ex scuole elementari di
Anita, signora Iride Cassani).
(c) Riproduzione riservata



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